venerdì 26 luglio 2013

Si lamentano dei giovani che urinano nei muri e nei portoni in centro a Bologna.

Prendere il treno, andare fino a Bologna, pisciare, riprendere il treno per tornare a casa.

 Uso la vostra città come il mio cesso personale, tutte le volte che mi scappa prendo il treno! 

A volte mi scappano delle deiezioni degne di un ippopotamo della Namibia, ma io stoicamente e con sguardo fiero, da comandante pluridecorato che affonda dignitosamente con la sua nave, salgo spavaldamente sul treno, tengo la cacca fino a Bologna, poi platealmente defeco nel sottopassaggio della stazione, davanti agli sguardi pietrificati dei bolognesi DOC lì presenti, che all'unisono lasciano cadere a terra il piatto di turtlèin e sbigottiti gridano "Socc'mel!", poi mi detergo il deretano con una sciarpa del Bologna strappata con arroganza direttamente dalle mani del Dottor Balanzone lì presente, e rimonto in carrozza con aria trionfale e compiaciuta, mentre la fontana del Nettuno comincia a piangere sangue.