martedì 27 dicembre 2016

L'altro.



                                                               L'ALTRO



Erano le dieci di mattina. Chiara stava andando in palestra, come tutti i santi giorni. Voleva, voleva... Non sapeva neppure lei cosa voleva. Era già bellissima, il fisico non le serviva. Forse voleva solo sentirsi più forte. Forse voleva dimostrare a sé stessa che aveva la capacità di faticare e lottare, la costanza per portare avanti qualcosa, i cui risultati si scolpissero addosso. Ed era diventata stupenda, Chiara. Col suo caschetto nero, il suo taglio degli occhi, il nasino e le labbra sostenuti dalla sua alta statura e dal fisico palestrato, avrebbe fatto impazzire qualunque uomo. Era naturale che tutti ci provassero con lei e ormai la cosa le era venuta a noia, non era più nemmeno lusingata, ma solamente infastidita dai vari uomini che durante le sue giornate la tormentavano con battute e battutine. Tutti i tipi di maschi, ragazzini demenziali, vecchi orrendi, ma anche giovani e bei ragazzi, ormai le apparivano tutti scontati. Aveva sofferto molto in amore, Chiara, si era molto scottata, si era data, aveva esaurito tutte le sue energie. Era sempre stata una spugna, fin da piccola, le emozioni degli altri la svuotavano. Quando qualcuno la rendeva partecipe delle proprie emozioni Chiara si immedesimava tantissimo, perché era una ragazza sensibilissima, ma questo avveniva anche quando qualcuno condivideva la propria negatività, arrabbiandosi o sfogando il proprio malessere. Così, da bambina le era capitato di piangere e soffrire a causa di una compagna di classe a cui era morto il cane e di restare a casa da scuola una settimana per il dolore. Al suo ritorno a scuola la compagna di classe non pensava più al suo cane defunto, ormai rideva e scherzava con gli altri bambini, ma Chiara no, le era rimasta dentro una cicatrice. Era fatta così, Chiara e la storia con il suo ultimo ex le aveva lasciato dentro la cicatrice più profonda. Ivano era un bravo ragazzo, grande lavoratore e veniva da una buona famiglia. Aveva trenta anni e negli ultimi quindici si era dedicato anima e corpo al lavoro. Capiva perfettamente le cose pratiche della vita, mentre era del tutto assente la comprensione delle questioni emotive. Non c'era realmente qualcosa che non andasse con lui. E solo, che non si sentiva amata. Ivano non le aveva mai detto "ti amo". Dopo sei anni insieme, sei anni di sforzi unilaterali da parte di Chiara per portare avanti quella storia, era arrivato il momento dell'ultimatum. Chiara lo avvisò che se le cose non sarebbero cambiate, lei avrebbe fatto le valigie e sarebbe tornata dai suoi genitori. Passarono alcuni giorni ma Ivano non le disse nemmeno un "ti amo", nemmeno forzato, neppure per finta. Chiara fece le valigie e andò in stazione ad attendere il treno. Cinque minuti prima della partenza giunse in stazione Ivano, che le disse, finalmente:

- "Ti amo!"
- "Ti amo? Ti amo cosa? Adesso? Adesso è tardi, troppo tardi, hai avuto sei anni per dirmelo!"

Prese quel treno e tornò a casa dei genitori, morta dentro e fuori con la consapevolezza di avere sprecato tutte le sue energie emotive dietro a una persona che non la meritava e ora con l'umiliazione di dover elemosinare un posto ai suoi genitori, con i quali era in perenne conflitto.
Persa in questi pensieri, aveva ormai raggiunto la palestra. Percorse la strada che dall'accettazione porta allo spogliatoio femminile


giovedì 25 agosto 2016

Chat realmente avvenuta con ragazza su Facebook



Risale più o meno all'anno scorso.  Divertitevi.



LUI: sei bella bella bella

rimettiti insieme a me

LEI: Chi cazzo sei?!
Ci conosciamo?

LUI: "chi cazzo sei" che maleducazione
non mi piaci più, basta

 LEI: Ok allora fatti le valige e torna da tua madre
E stasera scordati che ti dia il culo

LUI: Non sei piú quella di una volta
sei grezza come uno scarpone poi quando vedi uno che ti piace diventi tutta dolcina gne gne gne

 LEI: Tranquillo non corri il pericolo, tsk

 LUI: una volta sì che eri un fior fior di fanciulla ormai sei sboccata e delusa dalla vita, gli occhi spenti di una donna consumata

LEI: Prima ero pura ed innocente come una farfallina primaverile che svolazza su un prato di margherite, poi sei arrivato tu e sono diventata burzum con le tette

 LUI: e che sputa fuoco della vagina... sì lo so...  ma devo dire che sotto sotto, anche se non voglio ammetterlo, la donna obesa, cellulitica, sporca e incazzata mi piace, mi piacciono le parolacce, mi piace essere preso a frustate nella schiena con una catena di motocicletta sporca di grasso, mi piace il tuo fiato fetente di alcool tabacco e seme di cavallo, mi piacciono i tuoi piercing estremi, etc.

 LEI: Lo vedo con che occhi innamorati mi guardi quando mi pulisco il naso moccioloso strusciandolo sulla manica della tua felpa o quando mi stacco le unghie dei piedi a morsi e te le sputo tra le lenzuola

 LUI: sì è vero hai realizzato gli intimi sogni inconsci della mia esistenza, come quando trovo le tue caccole dentro al frigorifero o quelle geniali sgommate marroni di cacca incrostata sui sedili dell'auto! ? ahhh, amore mio impazzisco al pensiero mmmm sposami, sposami in una discarica infestata da sorci grossi come koala che mi si arrampicano sulla schiena e mi masticano le orecchie come fosse eucalipto

 LEI: Le tue parole sono cosí dolci e sublimi che da quanto mi sciolgo mi si prolassa automaticamente il culo ? marchiami con un clistere di sborra di mangusta e fammi tua

 LUI: sììììììììììììììì, mia principessa azzurra sono il tuo cenerentolo! Viviamo l'intensità di questa storia unendoci con un rituale blasfemo, denudiamoci dentro una chiesa sconsacrata bestemmiando e bevendo assenzio e con i children of bodom a palla, strappiamo le interiora di un agnello a mani nude e accoppiamoci immersi in una vasca di merda cacata da tutti gli invitati

LEI: Mi stai mandando le ovaie in autocombustione, non resisto, ti voglio ora! Ungimi di olio di palma e fatti fistare fino a sembrare un pupazzetto da ventriloquo perverso e godereccio poi legami con un filo di salsicce piccanti ed imbrattami del tuo ammmore appiccicoso e molesto

 LUI: uhhh, l'olio di palma! sei proprio la donna giusta! pensa che vado nei supermercati cercando apposta biscotti e prodotti dolciari scadenti per estrarne il prezioso unguento d'amore, che uso per inserirmi nel pertugio anale pugni, braccia, gambe a volte anche il torso! Oh se tu fossi qui, quante secchiate di amore bianco e colloso ti darei, fino a renderti una statua di cera paralizzata dalla mia passione

 LUI: è evidente che siamo fatti per amarci. Questo è innegabile dopo le nostre esternazioni. Continuando ad attaccare bottone con me rischi seriamente di diventare la mia futura fidanzata e in quanto tale vivere esperienze di vita alla amore criminale che ti segneranno in eterno

 LEI: Non aspetto altro ? ormai siamo due cuori ed un precedente penale

LUI: ormai le persone non cercano più la fama andando al grande fratello. si mettono insieme poi inscenano una storia di maltrattamenti e coltellate per andare a finire in TV, su raitre, ad amore criminale e sentirsi qualcuno. poi alle serate nelle disco sono sempre in lista

LEI: Scusa se le mie risposte ora sono brevi e sgrammaticate ma sono ad un passo dal coma etilico. Sbratterò a pezzettoni solo per te stanotte

LUI: mmmm pensami mentre lo fai tesoro amore.. io poi verrò e raccoglierò da terra tutto per mangiarlo... perché tutto ciò che esce dal corpo del mio amore è delizioso e dolce come il caramello caramellato

LEI: Prefetisco una cosa in genere natural born killers, ma con molto piú anal e lacrime di bambini

LUI: sì ma io faccio la ragazza

LEI: Sarà una ricetta brevettata solo per te mon tresor, lo spezzatino dell amore

LUI: Ovvio
Tu sei la mia vagina umida
La mia piccola coccolascroti
? ? ? ma spezatina mia! spezzami tutto e sboccami con rabbia e fottute corna al cielo

 LEI: Ti tiro per i capelli spalancandoti la bocca come prima di un cumshot e ti farcisco come una quaglia arrosto
Inneggiando assadanah!
gwhahahehahehahahah

LUI: sì, sei simpatica, ma non così tanto da darmi simpaticamente la figa.

LEI: Solo perché voglio che tu la prenda di forza e ignoranza
Trivellamela come un pozzo del Q8

LUI: dopo i tuoi discorsi ce l'ho talmente dritto e duro che potrei scavare su Giove direttamente dal mio letto e schizzare così tanto che la via lattea verrebbe rinominata in via spermea

LEI: Mai quanto adesso ho desiderato essere un'astronauta

LUI: Ti faccio volare con un ceffone più in là della Cristoforutti e poi ti inculo in assenza di gravità
ma bevi bevi e dai e cazzo e basta spippettare con lo smartphone per scrivere con uno psicopatico, che causi allarme sociale

LEI: Mi sono momentaneamente arenata in una panchina
spiaggiata si potrebbe dire

LUI: Esattoh
perché dalla foto profilo ho detto.. mmm che fica questa
poi però.. le altre foto...
insomma foto fopo foto kilo dopo kilo

LEI: Kattivoh :c

LUI: <__< ohhh scuuuusa!

LEI: Hai urtato la mia sensibilità di bambina

LUI: ti do il ciucciolone saporito

LEI: Stasera un peluche verrà picchiato
E sará solo colpa tua
due minuti di silenzio per il peluche

Non sono grassa, ho solo le ossa ciccione u.u

LUI: no hai il dna grasso

LEI: Ho il dna pigro

LUI: in realtà sei gnocca, ma anche io e le foto di me nudo tipo mens health lo confermano
io sono gnocca

LEI: Non ci credo
Fa vedere

 LUI: arrivo ora ti faccio ridere seriamente
che uccel di bosco
[INVIA FOTO DI SE STESSO NUDO]

LEI: Un rembrandt a confronto sarebbe da mettere da parte

LUI: sei troppo colta per il mio cervello ultraventisettenne e in fase di decadimento

LEI: Ahw siamo pure coetanei
LUI: no io non ho mai detto questo, mi dissocio
io ne ho 31 e sono più grande di te ma a letto comandi tu amore, io sono il tuo inutile verme da calpestare e da ustionare col ferro da stiro

LEI: Voglio deformarti il glande con l arricciacapelli

LUI: ohhhh mmmm amorhah
l'arricciacappella mmmmh

LEI: amore mio smuackshrlrp

LUI: SmUackmahbitchup
follonica è in svizzera?

LEI: Magari ***cane
 LUI : ma dio dio non bestemmiare o la cagna della ******* si incazza se le offendi il padre del figlio
oggi la sbornia dovrebbe esserti passata

LEI: Macché
Ancora la devo smaltí
Sto ruttando tonno
E non mangio tonno da almeno tre giorni

LUI: ma dal culo o dalla bocca?

LEI: Dalla bocca
Si l oso
Ti ho abituato al contrario
Mi dispiace amors
Non volevo deluderti

LUI: a me piace quando ti inculo e mi vibromassaggi il cazzo scoreggiando tonno e cipolla

LEI: Quando ti spolveri poi un po di pepe di cayenna sulla cappella per dare quel tocco vivace ad ogni mia emissione gassosa

LUI: sì e poi con l'accendino facciamo un bel flambé

LEI: Ti strino i peli dello scroto, amo depilarti cosí

LUI: sono tutto depilato
i peli li ho mangiati con nutella b-ready

LEI: Sei il mio lombrico da pesca di fondo
Sono piena di gatti
gatti?

Si
Li ho tutti addosso ora
Che mi abbracciano
come togheter right now over me

LUI: è un cat hug bukkake party

LEI:  Ha la faccia da dopo sbornia piú lui di me

LUI: ma che cariiiiiinooo *_* oooho

LEI: Il sindaco
Lui si mangia i miei reggiseni e scopa le presine del forno
è un presofilo

LUI: E un reggisenivoro
anche io se è per quello

LEI: Mangi i reggiseni?
LUI: anche i seni

Fine della conversazione in chat












venerdì 12 agosto 2016

Racconto breve - LAVATI

LAVATI


Puzzava. Diego puzzava. Fu questo il primo impatto che ebbero di lui quando fu sbattuto in quella cella. Un ammasso di orgoglio che emanava fetore. Ma non era lui, erano i suoi vestiti che appestavano l'aria e scatenavano il disgusto in chi gli stava vicino, oltre che a Diego stesso. Se si fosse denudato e avesse gettato gli abiti dalla finestra, attraverso le sbarre, avreste creduto di sentire l'odore di buono del pane appena sfornato, di un neonato, non l'odore di un ragazzo di diciannove anni. Sì perché Diego si lavava ogni giorno. I suoi vestiti puzzavano di sudore, di macchie di cibo rancido, di piedi, di sperma secco, di cane bagnato. Ma sotto lui odorava di legno di frassino, di vetro di bottiglie di spumante, di conchiglie levigate, di gusci di lumaca dopo la pioggia. Era un odore liscio, senza rilievi o imperfezioni, rivestito di puzza. Solo un naso fino avrebbe potuto cogliere gli odori al di sotto dei suoi abiti. Ma nessuno dei detenuti con cui era stato imprigionato aveva l'olfatto così tanto sensibile. No, al contrario loro avevano i vestiti puliti al meglio che le possibilità carcerarie potessero offrire. Ci tenevano a dimostrare che perfino in carcere loro potevano ostentare abiti senza macchie. Ma Diego lo sentiva. La loro pelle puzzava. Puzzava di carta vetrata butterata piena di peli folti, neri e arricciati in gocciole di sudore che la irrancidivano. Per questo l'odore dei vestiti di Diego per loro era così sgradevole. Era un odore che conoscevano bene, così intimo, un olezzo che si portavano dietro da una vita cercando di nasconderlo a tutti, inclusi loro stessi. Sentirlo così intensamente, così improvvisamente e platealmente dentro le loro narici alla comparsa di quel ragazzo, per loro era troppo.

- Che puzza, bleah!

Esclamò un tipo basso di carnagione scura. Per lui il carcere era già insopportabile. L'odore di Diego sembrava un ulteriore peso aggiunto alla sua già pesante condanna. Per Redan (così si chiamava) era troppo.
In galera c'era finito perché un amico lo aveva accusato di essere lo spacciatore della zona. Vatti a fidare degli amici. Avevano accusato lui perché era un tipo debole, dal carattere fragile, uno da poter infamare senza temere ritorsioni. Così in carcere aveva imparato ad appoggiare sempre i più forti e a stare sul carro del vincitore. Era un tipo che si lavava, Redan. E si cambiava spesso i vestiti. Diego, che era un ragazzo abbastanza saggio per la sua età e orgoglioso, aveva già percepito l'ostilità di Redan e il fastidio che i suoi compagni di cella provavano per lui. Che poteva farci se puzzava? Lo avevano arrestato mentre era depresso. Stava in casa per giorni, settimane, a fissare il vuoto e a non cambiarsi e lavarsi mai. Lo avevano portato via una mattina di maggio, senza ovviamente dargli il tempo di fare una doccia. E poi non si era mai visto nessuno mettersi in tiro prima di essere sbattuto in carcere. Nonostante la depressione, oltretutto, aveva cercato di scappare. Non sapeva perché dovesse farlo, essendo depresso il suo animo gli suggeriva di arrendersi. Tuttavia le sue gambe scappavano. E scappando aveva sudato negli abiti già sporchi che così puzzavano ancora di più. In cella non poteva certo improvvisare una doccia o un cambio di vestiti né poteva radersi la barba di tre settimane per non sembrare un barbone. Avrebbe voluto perché era un tipo orgoglioso. Avrebbe voluto perché era un tipo intelligente e aveva capito che in carcere non gli conveniva infastidire gli altri detenuti con una cosa così stupida come la puzza e rischiare di litigare con tutti. Le persone in carcere sono tutte molto tese e nervose e lui l'aveva capito subito. Ma la sua paura non era quella di essere picchiato o emarginato dagli altri carcerati. Era apatico e depresso, non gli sarebbe importato proprio nulla se lo avessero maltrattato. Ma per orgoglio, Diego avrebbe voluto uscire da lì il prima possibile. E' da falliti stare in carcere e lui sembrava l'unico a rendersene conto. Aveva notato che alcuni degli altri detenuti mentivano a sé stessi per sopportare il carcere. Agivano e parlavano come se fossero stati in un albergo a cinque stelle dove non mancava nulla. Coglioni. Mancava l'amore, mancavano le donne. Diego era molto più razionale. Senza coprirsi con nessuna maschera, ammise l'inequivocabile realtà dei fatti. Il carcere era una merda. Il carcere era insopportabile. Non si era reso conto che quel posto iniziava a smuoverlo dalla sua depressione. Aveva, dopo tanto tempo, uno scopo: doveva andarsene. Il cervello gli suggeriva che la buona condotta era un modo furbo per abbreviare i tempi. Litigare con gli altri perché puzzava non lo avrebbe aiutato. Ma era troppo orgoglioso per tentare di giustificarsi ai loro occhi ammettendo che puzzava così a causa della depressione. Dopo i delinquenti gli avrebbero chiesto:

- E perché sei depresso?

Non avrebbe avuto il coraggio di confessarlo a nessuno. Preferì tacere e provare a sistemare la situazione in un altro modo: raccontando una barzelletta. Dopo quella volta imparò che non bisogna mai, in nessuna circostanza, raccontare una barzelletta quando sì è depressi. Esordì sorridendo meccanicamente, senza neppure essersi presentato agli altri detenuti:

- La sapete la barzelletta del giaguaro?

Redan tacque e lo guardò di sbieco, malissimo, con un espressione quasi come se volesse sputare al pavimento.
Si intravide un movimento da sotto la coperta, in una delle brande, un detenuto che evidentemente stava dormendo si era destato, ma non del tutto, infastidito. Era Ion il rumeno che alle dieci della mattina stava ancora dormendo. Ion era stato denunciato da una delle sue donne. Una connazionale di diciassette anni portata in Italia dalla Romania da certi suoi amici con la promessa di lavorare come cameriera o donna delle pulizie, era poi stata consegnata a Ion. Per convincerla a prostituirsi Ion inizialmente si era comportato da amico, offrendole cene, regali e inducendola all'uso di droghe leggere, per farle credere che l'Italia fosse il paese dell'oro. Dopo qualche settimana di bella vita, Ion iniziò a dirle che non c'erano più soldi per divertirsi e che per permettersi lo stesso tenore di vita, la ragazza avrebbe dovuto prostituirsi. Al categorico rifiuto di lei, Ion si infuriò come una belva, iniziò a picchiarla e minacciarla, dicendole che aveva un debito da pagare per tutti i regali ricevuti. Si chiuse dentro un ascensore con lei e la massacrò di botte. Il caso volle che quell'ascensore si bloccasse, restò paralizzato per più di due ore. All'arrivo, i soccorsi, trovarono la ragazza massacrata di botte e in lacrime. Il caso finì su tutti i giornali e anche in alcuni telegiornali regionali. Il pubblico ministero non fu clemente nella richiesta della pena da applicare. Il giudice che condannò Ion fu severo, quella mattina si era svegliato con il piede sbagliato: solamente la sera prima aveva scoperto il tradimento della moglie con un latin lover romeno. Comunque, anche se così non fosse stato, la condanna inflitta a Ion per il suo grave reato sarebbe stata la medesima. Ion in carcere era incazzato con il mondo, abituato al potere, ai soldi, alle donne, si ritrovava a trentasette anni a marcire in un buco di merda con tanti anni ancora da scontare per aver indotto una minore alla prostituzione. Ma in fondo, non pensava che fosse colpa sua, pensava che tutte le donne fossero troie, che l'Italia fosse una merda e che gli italiani fossero merde. Così, da sotto le coperte esordì:

- Che cozè cuesta puza di merda?

Si tirò giù la coperta in modo da scoprire il viso, affacciò la testa, aspetto che gli occhi si abituassero alla luce e fissò Diego.

- Ah, italiano di merda! Cazzo dici pezo di merda?

Sputò in un bicchiere di carta con disprezzo, lo sguardo rabbioso in direzione di Diego.
Diego finse di non essere intimorito e proseguì con la sua barzelletta.

- Nel deserto, ti insegue un giaguaro, che fai?
- Prendo un bastone e mi difendo
- Non ci sono bastoni!
- Il coltello e mi difendo
- Niente coltello!
- Una pietra?
- No, niente sassi o pietre..
- Uffa, ma tu sei amico mio o del giaguaro?

LAVATIIIIIII!!!!

Gli gridarono in coro i due detenuti.

domenica 24 luglio 2016

DUE VAMPIRI SMARRONATI

Dio vi benedica se siete venuti qui da YouTube.  Da oggi comincia una nuova categoria di post nel mio blog (che per l'occasione ha subito alcune modifiche al layout), da oggi inizio a scrivere raccontini. Il primo di questi raccontini si intitola DUE VAMPIRI SMARRONATI di cui per adesso scrivo solo un piccolo incipit.




                          DUE VAMPIRI SMARRONATI


Blake stava giocando violentemente alla X-Box, gridando ed esaltandosi, assediato da una discarica di avanzi di fast food, pacchetti di sigarette accartocciati e fumetti.

- "TISPACCOTISPACCOTISPACCO"

Gridò pigiando furiosamente i tasti sul joypad.

- "Sei uscito di senno!? E' quasi l'alba!"

Disse ad alta voce (ma non troppo) Absalom. La sua ombra si proiettò come una folata di vento liquido dalla camera da letto al soggiorno, dove i suoi occhi neri come gusci di scarabeo d'ebano si posarono sull'indecoroso spettacolo.

- "Ecco donde proveniva quell'infernale olezzo! Blake! Questo sudiciume non si addice a vampiri del nostro lignaggio! Inoltre non comprendo perché mangi e per giunta simili schifezze! In quanto vampiro ti dovresti nutrire unicamente di sangue di alto livello, inoltre si suppone che tu sia privo dello stimolo di mangiare..."

- "BLAH BLAH BLAH"

Lo interruppe Blake e poi, imitando la vocina di un bambino:

- "GNEGNEGNEGNE Non dovresti GNEGNEGNE Lignaggio, GNEGNEGNE privo dello stimolo GNEGNEGNE Sono un vampiro scorreggione GNEGNE"

- "Come osi dileggiare un membro della casata di Alagor? Possano i miei antenati..."

- "ABSALOM"

Urlò di colpo Blake.

- "PRRRRRRRRRRTTTTTT"

La pernacchia di Blake mandò su tutte le furie Absalom, i suoi occhi si fecero rossi e un denso fumo nero fuoriuscì da sotto i suoi vestiti. Capendo cosa stava per fare il fratello, Blake si lanciò di scatto verso il soffitto che, a causa delle sue mani unte e bisunte, macchiò di ketchup, maionese e altre sostanze non meglio identificate. Questo fu il colpo di grazia, Absalom completò la trasformazione, divenne una nebbia nera e densa capace di irradiare oscurità e i suoi vestiti caddero a terra.

-"Scendi giù e pulisci tutto quanto, ripristina il tuo decoro di vampiro!"

-"Non sai divertirti Absalom, l'eternità è lunga!

Detto questo, piantò le unghie delle mani e dei piedi sul soffitto, tirò il viso in una smorfia contratta ed emise un prolungato e rumoroso peto in direzione del fratello.

-"Visto? Anche io ho i poteri speciali!"  

-"Urgh che tanfo disgustoso"

Durante la trasformazione in nebbia, infatti, tutti i sensi di Absalom si acuivano, in paricolare l'olfatto. La nebbia di cui era composto cominciò ad agitarsi ed ondeggiare finché, non essendo più capace di sopportare l'odore, il vampiro fu costretto a riacquistare le sembianze ordinarie.

-"Comunque non pulirò di certo io! Il mio rango non mi permette di raccattare simili schifezze"

-"E neppure io brutto manichino ammuffito del cazzo!"



CONTINUA...

domenica 13 ottobre 2013

Le tre sataniche fasi di una persona rozza nel web!!!


Salve cari adepti del Satanesimo, figlioiuli dell'oscurità, frugoletti del maligno, monelletti di Satana!

Ottobre! Ottobre è il mese preferito da noi assantanesimati!!!  Essì! Con l'alcool dell'Oktoberfest ancora in corpo (e sappiamo quanto l'alcool sia una delle vie d'ascesso per il maligno), ci accingiamo a festeggiare la madre delle feste di tutti i film slasher:  HALLOWEEN!

Un mese profano, che va a fasi, prima delle odiate festività natalizie!

Quale satanista infatti, non si delizia con rituali perversi come bere sangue e latte di cerbiatta da un boccale nero, con erbe delle streghe come la verdena, lo zenzero, la menta piperita e l'ortica, tutte rigorosamente infilate dentro al deretano, guardando A NIGHTMARE BEFOR CHRISTMAS mascherati da Conte Dackula, rantolando i maligni versi delle canzoni di Pupo e bestemmiando a squarciacielo?

Ecco, proprio della bestemmia vorrei parlare.

Argomento caro ai veri odoratori di Satana, la bestemmia è lo sberleffo più beffardo non tanto nei confronti di Dio, che è ironico e sa perdonare, ma nei confronti dei cattolici, di quelli più bigotti, moralisti e ipocriti, che si scandalizzano e si incazzano come gechi su una grondaia rovente al sole.

Orbena, la bestemmia è una delle fasi principali del web, la sua fondamenta diciamo, tanto quanto il porno.

Chi non ricorda, negli oscuri anni che vanno dal 1999 al 2005 -2006 circa, i FENOMENI DEL WEB come il Magnotta, Nonno Fiorucci, i Gemboy, che nella bestemmia, nella pornografia e nella lesione di copyright, trovavano le colonne portanti del proprio successo?

Ecco un esempio di un video (uno dei pochi) di quell'epoca.





Come vedete, il successo di questo video si basa su:

1) Lesione dei copyright (il video è tratto da una pubblicità, proprietà intellettuale depositata)

2) Pornografia  (il video mostra membri virili eretti, in padella)

3) Bestemmie (vengono prese per i fondelli delle divinità, il video è blasfemo)

4) Pregiudizio e stereotipi (si fa umorismo sugli omosessuali)



Ecco, questo video racchiude la prima fase di questo nuovo media, il web.

Quando non c'erano ancora vloggers e famosi youtubers, s'andava nel web a cercare queste stronzate, famosissimi erano siti come Fuorissimo.com, gli scherzi telefonici a sedicenti bidelli bestemmiatori, spopolavano.  Col tempo continuammo a evolverci, diventando sempre meno rozzi, sempre più.. intellettualoidi e creativi.  Satana sperimentava per primo il cambiamento e ne emergeva rinnovato in qualcosa. Qualche anno dopo il nostro signore anche a noi sarebbe toccato evolverci, diventando infine tutti quanti dei venduti.


Questa prima fase, è anche la fase delle persone grezze, ignoranti, rustiche proprio, cafone, selvagge, allo stato brado insomma, raccapricciant', terribil', orrend', fetent' come topazz' (yuk yuk!) che s'affacciano per la prima volta al complesso ed evoluto mondo del web.


E' il caso di Morgana De Diego, emergente youtuber ed acclamata satanista spogliarellista, che nel suo video si produce in un poderoso bestemmione, bippato in ritardo, perché il video è assolutamente amatoriale, niente di PRO come vediamo nelle webserie del web dei giorni nostri.  E' tutto come nel 1999 - 2000.

E' tutto come ai bei tempi in cui per leggere una dozzinale recensione di Final Fantasy 8 le nostre iridi dovevano combattere con 16 colori giallo bianco rosso luminoso contrastanti e grafiche fatte da artisti del mosaico con un retrogusto un po' naif.


 


In questo video, ci si SPERTICA dalle risate nel vedere l'ingenua vlogger mischiare moccoloni a concetti profondi, ma spesso contraddittori, per poi concludere spogliandosi nella migliore tradizione patinata e alludente al pornografico del web d'altri tempi!

La ragazza abbraccia in pieno quella parte del web che accoglieva con gioia e giocoso brio e gaudio Satana, la bestemmia, la pornografia (nei video infatti la vediamo spesso ubriaca).


Tutto ciò però durò, un lustro giù di lì, arrivò poi la fase degli intellettuali grafomani.


Vlog, su vlog, su vlog. Due coglioni. Sassiamola così, che non c'ho voglia di parlarne. Tutti bravi, tutti belli, tutti a gonfiarsi le mandibole del frutto dell'albero della conoscenza, l'albero di Eva. E infatti due palle, che palle questi intellettuali del cazzo che cercavano di sfondare via web, coi mezzi poveri, ricordando i tentativi degli scrittori siciliani di far successo con il mezzo letterario e riscattarsi da una condizione di miseria, i quali, pur dandoci autori come il Verga...


Insomma avete capito che piega aveva preso. CHE DUE COGLIONI.


Infine, arrivammo, alla fase tre, quella dei video, dove tutti diventarono dei venduti, apparenze e denaro trionfarono e Satana dal profondo degli Inferi sorrise largamente.

Il Satanesimo è in mezzo a voi, e voi nemmeno ve ne rendete conto.

E' timido, ve l'ho detto.

giovedì 19 settembre 2013

SATANA O SANTANA? IL MILLEUNESIMO NOME DELLA BESTIA.



"La perversione è la preghiera del satanista. Proprio come un buon cristiano potrebbe compiere opere di carità, così il satanista “si sfoga” sulle proprie prede (quasi sempre concorrenti di Amici) per compiere la volontà del suo dio."

                                                                                                                                  -  Garrison



Il nome del padre dei figli di Satana, qual'è, o tenebrosi marmocchi del Satanesimo?

Il demònio (da non confondere con il demànio), come mi spiegava Don Saverio all'oratorio, ha mille impressionanti nomi, nomi che terrorizzano i vicini di casa benpensanti.


Astaroth - Abraxas - Asmodeus - Xabaras - Ananas - Abrasol - Amadeus - Aragost - Aerosol - Pedro.


Questi, solamente dieci dei mille nomi di Satana, quindi figuratevi che ne mancano ancora tipo novecentonovanta.

Novecentonovanta terribili nomi.  9 - 9 - 0-   Che se mettete lo schermo del compiuter al contrario (come faccio io quando scrivo nel blog, da ciò gl'errori ortograffici) fa  0 - 6 - 6.


0 - 6 - 6.   Praticamente quasi il numero della bestia.  Paura, eh?  Ho fatto leggere quest'articolo alla vecchietta che abita al piano di sopra, anche se sto ancora finendo di scriverlo.

Ora è in rianimazione. Aveva lasciato il sugo sul fornello e s'è tutto bruciato.

Questo è il potere del demònio, il terrore dei mille nomi di Satana.


Ma c'è una cosa che nemmeno i satenesimisti più accaniti conoscono ed io, madre fondatore del Satanesimo, sono qui per erudirvi e portavi a nuovi livelli di coscienza in questa vita terrena, così potrete fare cose incredibili!!!


Cose come masticare l'acqua!

Cose come spendere cinque euro per un gratta e vinci e vincere sempre cinque euro da spendere in nuovi gratta e vinci da cinque euro, così, fino all'infinito!!!

Riempire di Coca-Cola Zero la vaschetta del WC, di Mentos la tazza del water per poi tirare lo sciacquone con un pugno gridando come Bruce Lee e fare esplodere il cesso!!!



Ebbene, il milleunesimo nome di Satana, che se pronunziato con consapevolezza, può aprirvi la nonna porta e darvi l'accesso a questi poteri, è un nome mistico, stitico, esoterico.


Quando il Diavolo me l'ha rivelato (mentre tutto vestito di nero e borchiato, truccato come uno di una cover band dei Kiss, davanti a un grande teschio di caprone nero e una vagina di gomma, cenavo con una pizza alla diavola e un succo di frutta alla pera della Coop), mi ha intimato con voce raggelante di non rivelarlo a nessuno altrimenti le conseguenze per la mia anima e le mie chiappe sarebbero state le più devastanti e abbiette.


Il nome è Santana.  Come un novello Pro Meteo, rivelo a voi questo segreto diabbolico, rischiando la dannazzione eterna (ma soprattutto un imprecisato non so che cosa alle mie chiappe, ma che posso comunque immaginare).


Ebbene, Santana è il milleunesimo nome di Satana.


E dunque, cari adepti, per ottenere i poteri ivi descritti, questo è il rito di questa settimana:



Imbevete una spugna con lato abrasivo coll'olio di Lorenzo.  Lamas.  L'olio dei suoi capelli bisunti di gel/vaselina/cazzoneso.


Guardate Taken uno (Io vi troverò in italiano, maledetti adattatori) ed esaltatevi un casino quando Liam Neeson ammazza gli albanesi.


Nel momento esatto in cui Liam Neeson tortura Marco da Tropoja, fatevi una pugnetta con la spugna imbevuta coll'olio di Lorenzo Lamas, mi raccomando strofinate bene il lato abrasivo sul pene.

Venite e urlate a scquarciagola (in modo da svegliare tutto il vicinato) il milleunesimo nome di Satana per zero - sei - sei (sessantasei) volte.

Fate tutto ciò ascoltando a tutto volume questo brano, necessario per la riuscita del rito e per i buoni auspici.




Giocate il 66 sulla ruota GENOVA.




Fatto ciò, figliuoli, possederete demoniaci poteri.  O un demònio possiederà il vostro ano con potenza.  A seconda di quanto olio avete spalmato (ATTENZIONE: un errore di solo qualche goccia può fare un gran casino).


Vi saluto, cuccioli di bestia, ma ricordate, il Satanesimo c'è soprattutto quando non c'è e invece quando c'è, non c'é più.


E' timido.






venerdì 6 settembre 2013

BENVENUTI A VOI, O PARGOLI DEL DIAVOLO!



L'abbraccio del diavolo, nel 2013.



Il Satanesimo è un movimento religioso fondamentalista estremista che si prefigge il compito di convertire alla credenza nel Diavolo e alla superstizione più bieca verso gatti e galli neri, tutti coloro che fossero stati indottrinati da certi media (come internet) a credere in un satanismo libero, illuminato, innocuo.

Il nostro (e mio) compito primario, come frugoletti delle Tenebre è riportarvi a credere nel Satanismo vero, quello della bigotta e sensazionalista cronaca anni '90.  Il Satanesimo, è fatto di teschi di bambini sgomentosamente ritrovati nei cestini dell'immondizia nel Quadrilatero di Bologna, di donne blandamente traumatizzate che intervistate di spalle, in penombra, fanno scioccanti rivelazioni sugli abusi subiti dagli incappucciati maestri di cerimonia, di coppie di goth svezzati a mortadella e parmigiano e un po' in carne portati agli arresti per atti sessuali contro natura nel confessionale, durante una messa.  E' l'allarme satanismo fatto di orge e omicidi facendo capriole giù per le scale in ciabatte con Marilyn Manson a tutto volume.

E' il Satanesimo, quello vero, che vi è stato taciuto negli ultimi anni da alcuni siti malefici, che cercano di farvi credere che il satanismo sia un culto edificante, un innocuo punto di vista.


Nonne! Fatevi il segno della croce e non lasciate che i vostri bambini giochino nelle case abbandonate, dove ancora freschi sono i segni della messa nera appena svoltasi!  

Li sentirete nominare parole blasfeme in lingue a voi ignote quando la paghetta sarà di pochi spiccioli!

Perché essi saranno stati adottati da Belzebù, e le loro anime per sempre inghiottite nell'Inferno, trasformeranno i loro corpi in un ammasso di beffarde pernacchie e gestacci e parolacce e acrobatici sberleffi e scherzi e dispetti osceni e depravati contro tutto il vicinato!

Sì, essi avranno ricevuto, ora è per sempre, il Battesimo del Satanesimo®



Elenco dunque il manifesto del Satanesimo ovvero i punti principali che un buon assatanesimato deve conoscere:





1 LIBERTA' - Fà un po' il cazzo che ti pare, ma senza cagà il cazzo al prossimo.

                            Se una cosa ti piace falla. Ti piace piglialla in culo? 

                            "Ognuno ha i suoi gusti" come diceva una mosca
                             mentre se sbafava uno stronzolo!
                             


2 VERITA'    -  Crediamo nel subnormale, nell'astrale, nell'anale, nell'orale e nello scritto.
                             I nostri scritti li hanno portati gli alieni, però non c'abbiamo le prove.
                             Sono soggetti a svariatissime interpretazioni.
                             Insomma ognuno ci vede un po' hi hazzo 'he vòle! 



3 CONOSCENZA - Oggi meno che ieri sarai più ignorante che domani. Insomma non siamo neanche capaci di formattare il testo su di un blog come si deve. Domani lo rimetteremo a posto, ma ricorda il proverbio "Non fare oggi quello che ieri avevi detto che avresti fatto domani"  Non imparare. Non fare. Un po' fummo fatti a viver come brutti, ma sì dai.
TAIK IT ISYYYYYYY BRO!


4 GIUSTIZIA -  Siate il più possibile sadici che dobbiam far parlare Studio Aperto, così ci                                       gonfiamo la fan page di "mi piace" e commenti.



5 FEDE           -   Il Satanesimo non è il culto di Satana, ma il culto di sé.
                             Che si risparmia pure sul costume di Halloween, ganzo eh???


6 SPERANZA E CARITA' -  La speranza che abbiamo è che dopo che vi siete scritti un po' di                                                     soldi ce li donate, che il panino cotoletta al bar davanti al DAMS
                                                  è aumentato e portarsi il panino da casa fa un po' morti de fame.


7 AZIONE      -   Bisogna andare in giro a prendere nuovi adepti, cagare il cazzo per avere
                              follower su twitter, iscritti su YouTube, insomma peggio dei testimoni di
                              Geova. Oh, ma nel 2013 esistono ancora i TDG? Non s'erano sciolti?


8 MUTAZIONE - Fatti dominare dalle emozioni. Incazzati come una bestia e bestemmia                                         peggio del fruttivendolo.


9 OSCURITA'   -  Abbiamo tutti un lato oscuro, a parte quelli che girano con una torcia                                             elettrica accesa conficcata su per il deretano.


10 CAZZO QUANTI PUNTI MI STO ESAURENDO